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INTERVISTA ALL’AUTORE BRUNO CAIRO

INTERVISTA ALL’AUTORE BRUNO CAIRO

Bruno Cairo vive a Rende (CS), di formazione umanistica, è laureato in Storia e insegna presso un Istituto comprensivo.  Le prime poesie sotto forma di diario personale risalgono al 2003, parte di esse sono confluite nella prima silloge “Albe” uscita nel 2022. Ha partecipato al Salone del Libro di Torino, ottenuto diversi premi e riconoscimenti. La poesia è una passione per esprimersi, un “altrove” in cui attraverso le parole racconta sé stesso e la società attuale. In questo caso “Equilibri – Versi sul filo” ci offre una preziosa occasione di introspezione, essa ruota intorno al tema dell’equilibrio come metafora dell’esistenza, vissuta tra l’agire umano e il disegno di un fato ignoto.

Cosa ti ha ispirato a scrivere questa raccolta?

La mia ispirazione è nata dalla riflessione sul percorso della vita e sulla complessità delle nostre esperienze quotidiane. Volevo esplorare come le nostre scelte e gli ostacoli improvvisi influenzano la nostra esistenza, utilizzando la poesia come mezzo per dare voce a questi temi.

La sinossi menziona che la poesia si erge come faro luminoso in un mondo sospeso tra libertà e limiti. Puoi approfondire questo concetto?

La poesia, per me, rappresenta una luce che illumina il nostro cammino, specialmente nei momenti di incertezza. In un mondo dove spesso ci sentiamo vincolati da limiti e restrizioni, la poesia offre uno spazio di libertà in cui possiamo esplorare i nostri sentimenti, pensieri e aspirazioni più profondi. È una forma di espressione autentica che ci permette di trovare significato nel nostro viaggio personale.

La tua opera è suddivisa in sezioni con un richiamo al mito greco delle tre Moire. Perché hai scelto questo riferimento mitologico?

Le tre Moire, Cloto, Lachesi e Atropo, sono simboli potenti del destino e della vita umana. Cloto fila il filo della vita, Lachesi lo misura e Atropo lo taglia. Ho trovato questo mito particolarmente adatto per rappresentare le fasi e gli eventi che caratterizzano la nostra esistenza. Volevo che la mia silloge riflettesse questa ciclicità e l’intreccio complesso del nostro percorso, in cui gioia e dolore, speranza e disperazione si alternano.

In “Onda nera” parli dell’imprevedibilità di catastrofi naturali. Come hai scelto di rappresentare questo tema attraverso la poesia?

“Onda nera” è una riflessione sull’improvvisa e implacabile forza della natura. Volevo trasmettere il senso di impotenza e vulnerabilità che proviamo di fronte a eventi catastrofici. La poesia mi ha permesso di evocare immagini forti e sensazioni profonde, offrendo al lettore un’esperienza emotiva intensa che rispecchia la realtà di queste situazioni drammatiche.

La figura femminile è molto presente nella tua raccolta, con poesie come “Con i piedi tra le nuvole” e “Danza”. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso questi componimenti?

La figura femminile nella mia silloge è un omaggio alla forza, alla bellezza e alla resilienza delle donne. Volevo celebrare la loro capacità di sognare, creare e superare le difficoltà. In “Con i piedi tra le nuvole” e “Danza”, ho cercato di catturare l’essenza della loro libertà e della loro grazia, rendendo omaggio alla loro influenza positiva nella nostra vita.

Hai dedicato una poesia a Elisa Claps e affrontato il tema degli abusi. Puoi parlarci dell’importanza di questi temi nella tua raccolta?

La poesia “Giglio bianco” è un tributo a Elisa Claps, una giovane la cui vita è stata tragicamente spezzata. Volevo ricordarla e sensibilizzare sull’importanza di proteggere e rispettare ogni vita umana. Affrontare il tema degli abusi, come in “Chiudi gli occhi”, è stato un modo per denunciare la violenza e l’ingiustizia che molte donne subiscono quotidianamente. Credo che la poesia possa essere uno strumento potente per dare voce a chi non può parlare e per promuovere un cambiamento sociale.

La sezione dedicata all’autunno simboleggia la maturità e la consapevolezza. Come hai sviluppato questa metafora nella tua silloge?

L’autunno è una stagione che evoca la maturità e il passaggio del tempo. Nella mia silloge, questa sezione rappresenta un momento di riflessione e di bilancio. È il periodo in cui ci fermiamo a considerare il cammino percorso, riconoscendo le esperienze vissute e la saggezza acquisita. Ho cercato di utilizzare immagini e sensazioni autunnali per evocare questo senso di consapevolezza e di serenità interiore.

L’epilogo “Piume” sembra offrire una prospettiva di speranza. Puoi spiegarci il significato di questo componimento?

“Piume” rappresenta la leggerezza e la transitorietà della vita, ma anche la nostra capacità di trovare significato e forza interiore. È un invito a riflettere sulla nostra fragilità e a riconoscere l’influenza che possiamo esercitare sul nostro destino. Nonostante le difficoltà e le incertezze, possiamo elevarci e trovare un senso di pace e bellezza nel nostro percorso. È un messaggio di speranza e di incoraggiamento a continuare a cercare autenticità e realizzazione.

Dove è possibile seguire il suo lavoro sui social e sul web?

I lettori possono seguirmi sul mio profilo ufficiale Instagram @brunocairo_poeta che è dove comunico le novità che mi riguardano.

Progetti sul futuro?

Tanti! Scrivere poesie è un’attività quasi quotidiana. Di certo posso dire che un prossimo libro è già in cantiere ed esplorerà ulteriori aspetti della nostra identità e della società.

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