Carburanti, il governo studia nuove misure contro i rincari: Eni abbassa il diesel a 2,19 euro

L’emergenza legata al costo dei carburanti continua a preoccupare famiglie e imprese. Dopo la conclusione dello sconto fiscale, il governo sta valutando quali strumenti utilizzare per contenere i prezzi alla pompa e limitare le conseguenze dei rincari. Tra le soluzioni ancora sul tavolo figura il meccanismo delle accise mobili, anche se all’interno dell’esecutivo non manca la cautela sui costi e sull’efficacia di un eventuale provvedimento.

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato che questa possibilità non è stata accantonata. Più prudente, invece, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, secondo cui occorre considerare attentamente il quadro internazionale e la durata limitata di misure di questo tipo.

Nel frattempo arriva una nuova riduzione da parte di Eni. La compagnia ha abbassato di due centesimi al litro il prezzo consigliato del gasolio destinato ai distributori, portandolo da 2,21 a 2,19 euro al litro. Si tratta dello stesso livello fissato con il primo tetto comunicato il 25 settembre, mentre il limite massimo indicato dall’azienda resta a 2,25 euro.

Benzina e diesel, i prezzi medi del 9 ottobre

I dati diffusi dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano una lieve flessione delle quotazioni medie nella giornata di venerdì 9 ottobre.

Sulla rete stradale nazionale, in modalità self-service, la benzina viene venduta mediamente a 2,035 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,258 euro. In autostrada i valori risultano più elevati: 2,046 euro al litro per la benzina e 2,281 euro per il diesel.

Il confronto con giovedì 8 ottobre evidenzia una riduzione contenuta. Il giorno precedente, infatti, la benzina costava in media 2,037 euro al litro sulle strade ordinarie e 2,048 euro in autostrada. Per il gasolio i prezzi erano rispettivamente di 2,261 e 2,287 euro al litro. Nonostante il lieve arretramento, il livello dei prezzi continua a rappresentare un problema per gli automobilisti.

Il confronto con i raffinatori: possibile aumento della produzione

Un altro fronte su cui si sta muovendo l’esecutivo riguarda l’offerta di carburanti. Nel corso di un incontro con le aziende del settore della raffinazione e con l’associazione Unem, il governo ha chiesto di incrementare la produzione di benzina, gasolio e carburante per gli aerei, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione dei prezzi.

I rappresentanti del comparto si sono detti disponibili a verificare la possibilità di aumentare i volumi produttivi, precisando però che i margini dipendono anche dalle caratteristiche tecniche richieste ai carburanti a livello europeo. Il presidente di Unem, Gianni Murano, ha spiegato che ogni eventuale incremento dovrà essere valutato sulla base delle capacità dei singoli impianti.

Secondo le stime presentate dai raffinatori, un adeguamento delle specifiche tecniche potrebbe consentire all’Italia di produrre tra uno e un milione e mezzo di tonnellate aggiuntive ogni anno. Su scala europea, l’aumento potrebbe raggiungere i 15 milioni di tonnellate, con una possibile diminuzione del 25% delle importazioni.

Accise mobili, la decisione non è ancora arrivata

Il possibile ritorno delle accise mobili rimane uno dei temi centrali del confronto politico. La misura era stata indicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni come una possibile soluzione per proseguire il sostegno fiscale dopo il 6 ottobre, ma il provvedimento atteso non è stato adottato.

La premier aveva inoltre segnalato la disponibilità di circa 170 milioni di euro riferiti a settembre, da destinare eventualmente a nuovi interventi. La scelta, tuttavia, dipende anche dall’andamento dei prezzi e dalla tenuta del tetto applicato dalle compagnie petrolifere.

Il governo deve quindi valutare se utilizzare subito le risorse disponibili oppure conservarle per una fase successiva, qualora le misure attualmente in vigore non fossero più sufficienti. Per il momento, tra il taglio annunciato da Eni e le richieste rivolte ai raffinatori, la strategia punta su più fronti. Resta da capire se questi interventi saranno in grado di produrre un calo significativo e duraturo dei prezzi alla pompa.

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